“l’italiano comune attuale dispone di due forme familiari affettive usate soprattutto come allocutivi: babbo e papà”….

ma per noi in Toscana la festa è del mi Babbo

Facciamoci aiutare da chi di linguistica se ne intende per davvero.
L’Accademia della Crusca si è ampiamente occupata delle due locuzioni entrate nella Lingua Italiana per denominare l’antico patrem divenuto poi per noi padre.

Sia papà che babbo sono forme tipiche del primissimo linguaggio infantile, costituite dalla ripetizione di una sillaba e quindi facilmente riproducibili dai bambini. Mentre babbo è una forma “autoctona”, papà è effettivamente un francesismo.

Le due forme allocutive hanno epoca e genesi  differenti, stabilendosi all’interno del panorama nazionale fin dalla prima metà del secolo scorso, una come derivazioni del latino patrem e l’altra babbo come forma diffusa in Sardegna, Toscana, Romagna, Umbria, Marche e Lazio settentrionale.
Sia papà che babbo sono facilmente riconducibili al fenomeno della “lallazione”, tipica del linguaggio infantile, ossia la ripetizione di una sillaba formata dalla vocale a e da una consonante come p, b, m, i suoni più facili da produrre per i bambini.

Babbo compare sostanzialmente invariato dalla prima fino alla quarta edizione del Vocabolario degli Accademici della Crusca, dove si chiarisce che “dicesi solo da’ piccoli fanciulli, e ancora balbuzienti”
e si citano esempi che rimanda al linguaggio infantile
La “V Crusca” è più esplicita: “è voce, per lo più, de’ fanciulli e, scrivendo, dello stile familiare e giocoso. Raddoppiamento della sillaba ba ch’è uno de’ primi suoni che con facilità articoli il fanciullo, e che ha analogia in quasi tutte le lingue”.

Per altri invece si legge che Padre è la voce vera e nobile, la quale si riferisce a tutti i padri in generale; e si trasporta a significare paternità spirituale, e comecchessia Colui che primo ha dato origine a una cosa. – Babbo è voce da fanciulli, ed è usata anche dagli adulti a significazione di affetto, e suol dirsi parlando del proprio padre o del padre di colui a cui parliamo. – La voce Papà è una leziosaggine francese che suona nelle bocche di quegli sciocchi, i quali si pensano di mostrarsi più compiti scimmiottando gli stranieri.

E tu che babbo hai?

Caso toscano a parte, papà risulta la forma familiare per ‘padre’ più usata in lingua: ne sono testimonianza alcune espressioni ormai molto diffuse come figlio di papàaspirante papàneopapàfesta del papàseguire le orme di papà, le cui alternative hanno una diffusione decisamente più ridotta. In controtendenza solo il rapporto tra babbo Natale  e papà Natale; anzi in alcuni casi, babbo Natale è proprio Il Babbo per antonomasia.

Noi della Sporta ovviamente siamo per il Team #Babbo.

Per festeggiare degnamente il babbo abbiamo predisposto delle Box speciali contenenti una tasca dove inserire una lettera personalizzata per il proprio babbo.

Tu che babbo hai? Puoi scegliere la tua sporta tra le nostre diverse proposte:

#sportivo

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#chianino

Abbiamo dedicato molta attenzione alla Festa del Babbo.. In campagna gli uomini erano la forza lavoro, quelli che riportavano la pagnotta a casa con il duro lavoro. Ho voluto dedicare 3 hamburger a tre uomini con i quali sono cresciuto e ho lavorato nella nostra campagna e che hanno contribuito a formare il mio carattere. Tante sono le cose che mi hanno insegnato, gli aneddotti, i ricordi…

Queste le parole di Vittorio Camorri, creatore del nuovo Menu’ interamente dedicato al week end del 19 Marzo.

Entrano nel menù della Sporta tre hamburger gourmet: Angelo, Berto, Menco

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Ecco le nostre proposte per la festa del papà

http://www.ipagliai.it/Menu_babbo.pdf
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info e prenotazioni al 347 6227083
events@terretrusche.com