di Lucia Bigozzi

Il vento gioca a palle di neve con le “braccia” degli alberi aperte alla meraviglia. Piccole folate, quasi una carezza. Il suono àfono della neve che cade dai rami e si aggiunge al manto già alto, regala la gioia delle piccole cose che, proprio per questo, sono grandi.

Esserci fa la differenza e aiuta a capire il valore di una storia infinita: Cortona e i suoi tesori, non solo artistici.


La montagna cortonese, Sant’Egidio: scenario unico, ora con la neve magico. Il Covid, la pandemia, la crisi economica paiono così lontani da lassù; così ininfluenti, così piccoli. Qui c’è la magnificenza del luogo e le suggestioni di chi lo sa raccontare con gli strumenti della tradizione ma anche con la raffinatezza della semplicità che quando è autentica, diventa eleganza.

Un passo diverso, un passo avanti nel modo di intendere l’accoglienza e promuovere il territorio. …..

Niente superfice – almeno per una volta – solo essenza, perché raccontare un luogo, la sua anima, significa andare alle radici e spiegare perché quel luogo è unico, esclusivo, perché non ne esiste un altro al mondo. Originalità.

Vuol dire saper spiegare perchè vale la pena di prendere la macchina, l’aereo, un treno, la moto, per i più intrepidi la bici, macinare chilometri e andare a visitarlo, decidere di restare per un soggiorno, sceglierlo come meta delle prossime vacanze.


I dettagli sono le “parole” di Vittorio Camorri, infaticabile patron di Terretrusche che da un anno combatte tenacemente contro gli effetti della pandemia valorizzando ogni angolo di Cortona. Un lavoro che viene da lontano e con la pandemia, Vittorio ha saputo ricalibrare sulla necessità di comunicare l’emozione, le suggestioni, i vantaggi, il benessere che si sperimenta camminando a braccetto con la storia per le Rughe silenziose, o su per i sentieri della montagna cortonese, oggi imbiancati di neve e quasi fiabeschi.

Come? Una tavola all’aperto, di quelle per il pic nic di primavera o per Ferragosto, diventa lo spartito dove scrivere una “sinfonia” fatta di eccellenze del territorio, della sapienza di maestri che lavorano le materie prime secondo antichi riti ed esperienza.

Formaggio, prosciutto, il tagliere dei salumi nostrani, la preziosa Syrah – oro rosso dell’enclave cortonese e della sua doc – pane fatto a mano e cotto a legna, le carni della tradizione locale con sua maestà la Chianina, il fuoco che scalda e cuoce.

Dietro ogni elemento c’è una storia da svelare, persone, famiglie da raccontare. Un’immagine potente che racchiude in sé identità, storia, comunità, stile, sapienza, unicità.


Colazione sulla neve, nella meraviglia della montagna cortonese così come è. Un museo a cielo aperto, la natura che non si stanca mai di sorprendere. Cosa c’è di più poderoso?
Il tempo della non-stop di turisti e visitatori da marzo a ottobre e per le festività natalizie è finito da un pezzo e il Covid ha ribaltato i piani perfino su come approcciare l’idea del relax insinuando la paura del contagio e propagandola tra la gente.
Se dovremo convivere ancora – nessuno sa quanto – con il virus, non c’è tempo da perdere perché Cortona vive di turismo, perché Cortona ha un fascino irresistibile e riconosciuto nel mondo. …..


Evviva le idee che diventano fatti, evviva lo stile che fa unico un luogo e chi lo abita e con il proprio ingegno lo arricchisce. Colazione sulla neve può essere il primo passo verso la rinascita.


Lucia

Foto: Andrea Migliorati